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note d'arte
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Le Corbusier e le sue teorie urbanistiche
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| di Anna Rita Zara |
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L'architettura e l'urbanistica, che sono i mezzi, con i quali gli uomini inquadrano in modo utile la propria vita, esprimono nella maniera più esatta i valori materiali e morali di una società. (Le Corbusier)
Nell'antica Grecia la metropoli rappresentava la città-madre rispetto alle colonie da essa fondate, ma oggi il suo significato è mutato, perché rappresenta un concentrato, spesso intollerabile, di presenze abitative e in quelle, in cui si è verificato un maggior sviluppo industriale si sono formati sistemi capaci di contenere vari milioni di persone, senza rispettare l'individuo e la qualità della vita. La metropoli, che diventa megalopoli, secondo il geniale architetto Le Corbusier, può presentare due linee di sviluppo ben diverse l'una dall'altra: se l'espansione urbanistica segue il modo di camminare dell'asino, che procede zigzagando assecondando l'umore e le necessità del momento, diventerà ipertrofica, irrazionale, invivibile, se invece procederà con criteri razionali e geometrici, i problemi abitativi, i servizi, il traffico troveranno soluzioni compatibili con la vita dell'uomo. Due megalopoli, Calcutta, ipertrofica e sottosviluppata, e Tokio, razionale e geometrica, possono rappresentare rispettivamente l' esempio del primo caso e del secondo. La città fin dalla sua origine ha rappresentato il luogo del lavoro non riconducibile a quello della terra, ma essa deve assicurare all'uomo che vi lavora la salute fisica e mentale; se ne mortifica l'umanità e la dignità da madre diventa matrigna. Dal momento che essa crea un ambiente in contrapposizione a quello naturale e impone nuovi ritmi, un tempo diverso a vantaggio di un lavoro e della sicurezza che ne deriva, deve porsi il fine di non soffocare lo spirito dell'uomo, ma di spronarlo: per Le Corbusier, la metropoli deve diventare poesia come e non meno della natura stessa. Lo sviluppo industriale e le massicce immigrazioni hanno imposto spesso pseudo-soluzioni, che creano disordine, logorano fisico e psiche, procurano profondi disagi sociali e trasformano l'insediamento urbano da affermazione razionale dell'uomo sulla natura in concentrazioni alienanti per il traffico, i rumori, i disservizi e l'inquinamento. L'architetto svizzero Le Corbusier, pseudonimo di Charles Edouard Jeanneret (1887-1965), nelle sue opere cercò di conciliare le esigenze della civiltà delle macchine con le contraddizioni sociali, legate all'urbanistica e all'architettura, con proposte di soluzioni razionali e l'uso del cemento armato, considerando la casa una macchina da abitare. Nel Manifesto Purista, che espresse la sua volontà di costruire con ordine e razionalità, che per lui era quasi un'esigenza interiore, si oppose al caos della guerra prima -siamo al dopoguerra della prima guerra mondiale- e poi allo sviluppo tecnologico, non collegato con la pianificazione urbanistica. Partecipò a due grandi concorsi internazionali: uno per il Palazzo delle Nazioni a Ginevra (1927) e l'altro per il Palazzo dei Soviet a Mosca (1930), ma i suoi progetti, giudicati troppo innovativi, furono trascurati a vantaggio di altri più tradizionali. Senza scoraggiarsi degli insuccessi, concretizzò i suoi punti di vista con la costruzione a Parigi nel 1929 di La cité de refuge e nel 1930 del padiglione svizzero della città universitaria. ![]() Il suo progetto urbanistico Città di tre milioni di abitanti era rivoluzionario: in antitesi alla concezione della città-giardino sviluppata in senso orizzontale, Le Corbusier propose la concentrazione abitativa in edifici alti circondati dal verde con la zona industriale separata dall'area abitativa da ampi spazi verdi, il tutto collegato con razionali mezzi di trasporto. Tentò senza successo di esportare il suo progetto ai piani urbanistici di varie metropoli mondiali, ma poté realizzare solo frammenti della sua città ideale con le sue unità abitative, nelle quali associò alla residenza una serie di attrezzature comunitarie (negozi, asili, alberghi, palestre, teatro all'aperto). Il Palazzo dell'ONU fu progettato nel 1947 e realizzato nel 1952. La molteplicità e la mobilità della metropoli trovarono in Le Corbusier l'obiettivo della riqualificazione umana e l'integrazione dell'architettura con la civiltà delle macchine. perché progettò un'edilizia residenziale adeguata ad una produzione in serie, ma articolata e arricchita di ricerche spaziali.
Oggi si deve al suo genio creativo l'uso dei volumi sospesi su pilotis, la pianta libera, le finestre aperte in lunghezza, l'uso di materiali come il ferro, il vetro, il cemento a vista con una complessa e affascinante dialettica fra geometria e libertà, tra rigore razionale e poesia.Da ricordare che fu lui a fondare i CIAM (Congressi Internazionali di Architettura Moderna), per proporre in alternativa ad una tecnologia disumanizzante una tecnologia controllata e potenziata per le esigenze dell'uomo: il mito della ragione ordinatrice e della purezza dell'elaborazione formale entrò nella metropoli, organismo umano fatta dall'uomo per l'uomo, per rispondere ad una mutata concezione di vita e ad un'estetica derivante da un nuovo modo di sentire. |
![]() Le Corbusier, Unità di abitazione; 1947-1952 Marsiglia |