Il sedentario

e il fuggitivo

 
     
 
I viaggi nella vita e nell’opera di Ariosto e Tasso
 
     
   
di Andrea Maia
     
 
E’ curioso come, rispetto ai viaggi, i due maggiori poeti del Cinquecento italiano, Ariosto e Tasso, si contrappongano nettamente tra loro, sia nella biografia sia nell’opera. Infatti Ariosto non ama viaggiare, fino al punto di ribellarsi al suo protettore cardinale Ippolito d’Este pur di non seguirlo a Buda; ma intanto nel poema fa compiere ai suoi personaggi viaggi per ogni parte dei mari e delle terre conosciute. Tasso invece appare pervaso da una frenesia di movimento che gli fa percorrere continuamente l’Italia e la Francia, quasi per sfuggire alla sofferenza e ricercare e raggiungere il mondo ideale della corte, che gli sfugge o lo delude; quanto al poema, egli lo imposta – sul modello dell’Iliade, su una rigorosa unità di luogo.
 
     
 
 
 
Ludovico Ariosto
 
 
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