Il sedentario e il fuggitivo |
I viaggi nella
vita e nell’opera di Ariosto e Tasso |
E’ curioso come, rispetto ai viaggi, i due
maggiori poeti del Cinquecento italiano, Ariosto e Tasso, si contrappongano
nettamente tra loro, sia nella biografia sia nell’opera. Infatti
Ariosto non ama viaggiare, fino al punto di ribellarsi al suo protettore
cardinale Ippolito d’Este pur di non seguirlo a Buda; ma intanto
nel poema fa compiere ai suoi personaggi viaggi per ogni parte dei mari
e delle terre conosciute. Tasso invece appare pervaso da una frenesia
di movimento che gli fa percorrere continuamente l’Italia e la Francia,
quasi per sfuggire alla sofferenza e ricercare e raggiungere il mondo
ideale della corte, che gli sfugge o lo delude; quanto al poema, egli
lo imposta – sul modello dell’Iliade, su una rigorosa unità
di luogo. |
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Ludovico Ariosto |
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