I L C R O G I O L O
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…percorsi di studi e ricerche da fondere nel crogiolo della cultura…...



LA POESIA POPOLARE DELL'800
  • di Anna Rita Zara


  • L'interesse per la poesia popolare dell'ottocento nasce dall'idea romantica che ritiene le espressioni spontanee del popolo più genuine e fresche rispetto a quelle della poesia colta, più costruita e complicata.
    In uno dei suoi aspetti più aperti ad una nuova visione del mondo e più caratterizzanti del romanticismo c'è infatti sul piano sociologico la scoperta del popolo, che implica uno storicismo attraverso uno studio del passato che riguarda non solo le vicende politiche e la tradizione culturale e religiosa, ma anche il costume e il folklore.
    Viene rivendicato il carattere ingenuo e irrazionale della poesia primitiva, e di conseguenza quella popolare, come fonte di sentimenti schietti e immediati e come custode dei caratteri più profondi di una nazione.
    Già con la Rivoluzione francese del resto il popolo è diventato un soggetto politico: tra il 1808 ed il 1811 l'Academie Celtique de Paris ha promosso un'inchiesta attraverso le Scuole Superiori e le parrocchie per raccogliere informazioni sulle feste popolari e sui principali momenti della vita: nascita, matrimonio, funerale, ma l'iniziativa, interrotta dalla Campagna di Russia, continua per altre vie e iniziative.
    Herder, che raccoglie liriche popolari di tutta l'Europa curandone la prima edizione nella raccolta CANTI POPOLARI e la seconda nella raccolta VOCI DEI POPOLI IN CANTI, stimola anche in Italia questo nuovo filone di studi.
    Nasce così un'indagine a livello regionale che cerca di recuperare il patrimonio orale, ricco di molteplici voci e varianti, alla quale si associa con la traduzione una riscrittura creativa, con un lavoro di sinergia tra il filologo ed il poeta, che porta alla creazione di un nuovo genere di poesia popolare, che tiene conto delle tradizioni orali, fissate e codificate dagli studiosi intorno ad un autore definito.
    Accanto alle raccolte storiche di Ermes Visconti SAGGIO DI CANTI POPOLARI DI MARITTIMA E CAMPAGNA, seguono i CANTI POPOLARI TOSCANI, CORSI, ILLIRICI, GRECI di Niccolò Tommaseo ed i saggi di Vittorio Imbriani LA NOVELLAIA FIORENTINA e di Alessandro D'Ancona LA NOVELLAIA MILANESE.
    Costantino Nigra si occupa della poesia piemontese e Giuseppe Pitré di quella siciliana, Giovanni Berchet realizza una raccolta raffinata con traduzione di canti spagnoli e Luigi Mercantini scrive decisamente inni e canti da lui stesso definiti popolari.
    Che il mondo della cultura finisca per impadronirsi del genere popolare non è però un fenomeno ottocentesco, in quanto già in epoche precedenti vi erano state fatte numerose incursioni. D'altra parte i numerosi studi filologici dimostrano una quantità di varianti nello stesso luogo, in cui stanno raccogliendo i materiali: ad esempio Nigra distingue nella poesia popolare piemontese un genere di origine celto-romanza ed un genere italico, con rapporti assai differenti con il mondo della cultura. Quanto a Giosuè Carducci è un grande estimatore della poesia popolare antica che raccoglie in varie antologie, ma detesta la poesia popolare contemporanea.
    Accanto alla poesia popolare nasce la poesia per musica come fenomeno complementare, in quanto la poesia popolare affida più al canto che alla recitazione la sua trasmissione.
    Berchet così scrive nella sua introduzione alla traduzione di vecchie romanze spagnole:

    …com'io li ho canticchiati, scrivendoli, questi versi; e tu pure, leggendoli, applica loro una qualche cantilena, che te ne rinforzi l'effetto sull'animo e supplisca alla cantilena straniera, dacché il sussidio di una tal quale melodia, come di recitativo, è condizione indispensabile per qualsivoglia poesia popolare…

    Soprattutto il melodramma verdiano influenza il repertorio popolare italiano negli anni dell'unità, in cui diventa strumento pedagogico presso le masse con il dramma storico pianificato e semplificato in una struttura poetica e musicale.
    Giovanni Berchet si batte per una lingua viva e parlata contro le rigide regole dell'Accademia della Crusca e per la massima popolarità della poesia come elemento basilare della battaglia politico-culturale del romanticismo. Il pubblico nuovo non sono né gli analfabeti che nella sua LETTERA SEMISERIA DI CRISOSTOMO AL SUO FIGLIOLO chiama ottentotti né i letterati, i parigini, ma il popolo, ovvero il ceto medio della borghesia, che a suo giudizio costituisce la parte viva e produttiva di una nazione.
    Niccolò Tommaseo sente invece la propria italianità soprattutto come amore per la lingua italiana in tutta la sua gamma espressiva ed è un fautore del populismo romantico, con forte insofferenza verso molti aspetti della società borghese. Soprattutto nelle versioni dei suoi CANTI POPOLARI TOSCANI, CORSI, ILLIRICI, GRECI, che i critici rivendicano come suo capolavoro, è più equilibrato e meno legato agli aspetti retrivi del suo populismo, in cui la storia è vista prevalentemente come traviamento morale e in cui raggiunge grande forza e sobrietà espressiva.
    Giuseppe Pitré è il fondatore della scienza folkloristica italiana. I suoi studi e ricerche sulle canzoni, le fiabe, gli indovinelli, gli usi e le feste in Sicilia ancora oggi occupano un ruolo fondamentale,
    come STUDI DI POESIA POPOLARE, BIBLIOTECA DELLE TRADIZIONI POPOLARI SICILIANE e CURIOSITA' POPOLARI TRADIZIONALI .
    Alessandro D'Ancona, storico della letteratura che insegnò nell'università di Pisa, ha lasciato un'opera importante per la poesia popolare dell'Ottocento: POESIA POPOLARE ITALIANA.
    Costantino Nigra, segretario di D'Azeglio e di Cavour e ambasciatore presso varie capitali d'Europa, poeta e sensibile traduttore dei classici, ha condotto rigorosi studi sui dialetti subalpini e sulla poesia popolare: LA POESIA POPOLARE ITALIANA, RELIQUIE CELTICHE, CANTI POPOLARI IN PIEMONTE
    Luigi Mercantini, poeta e patriota, che ripara esule a Torino dopo i moti del 1848, docente di letteratura italiana e autore di numerose poesie dalle intonazioni popolareggianti d'ispirazione patriottica, raggiunge la popolarità con la CANZONE ITALIANA che ebbe poi il titolo di INNO DI GARIBALDI. LA SPIGOLATRICE DI SAPRI però è, secondo la critica, la sua poesia più riuscita: l'impresa di Pisacane rievocata attraverso gli occhi di un'umile spigolatrice, raggiunge momenti di sincera commozione.
    Carlo Pisacane il 25 giugno 1857 sbarcò a Ponza, dove liberò trecento detenuti e raggiunse Sapri con la speranza di sollevare una rivolta popolare, ma le sue truppe vennero massacrate presso Salerno dall'esercito borbonico e dagli stessi contadini. Ferito, si tolse la vita. Nella cripta della Certosa di S. Lorenzo a Padula, il paese in cui Pisacane si scontrò con i soldati del colonnello Ghio e le guardie urbane, si trova l'ossario dei Trecento, in cui sono stati ricomposti i resti dei volontari della spedizione di Sapri.
    La poesia popolare patriottica riesce a cogliere così la realtà contingente e contribuisce a creare sentimenti e valori intorno alla nascente unità d'Italia.



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