Il crogiolo
 
       
   

…percorsi di studi e ricerche

da fondere nel crogiolo della cultura…

 
   
di Anna Rita Zara
     
   

 

 


 

DAL DIARIO DI UN INTERNATO

DI ANNA RITA ZARA

 


8 settembre 1943: Armistizio tra L’Italia e le Forze Alleate.
Un soldato non ancora ventenne è fatto prigioniero dai Tedeschi a Trieste e deportato in Germania.
Brutalità, maltrattamenti, fame, bombardamenti, morte e distruzione non intaccano la sua dignità e la sua volontà di sopravvivere nutrite dalla fiducia nella Provvidenza e dal ricordo costante della famiglia.

LA STORIA

Nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo mise in minoranza Mussolini che fu costretto a dimettersi; il 25 luglio il re gli revocò il mandato e lo fece imprigionare. Nel tentativo di riacquistare prestigio agli occhi della popolazione, stanca di una guerra ormai insostenibile, che non sentiva sua, e del fascismo, formò un nuovo governo sotto la presidenza del maresciallo Badoglio.
Mentre i Tedeschi predisponevano l’operazione Alarico per liberare Mussolini e restaurare il fascismo, occupare Roma e catturare flotta ed esercito italiani, e rafforzavano le loro sette divisioni dislocate in Italia, il nuovo governo non reagì con nessuna iniziativa.
Quando l’8 settembre fu ratificato l’Armistizio, l’Italia era ormai presidiata dall’esercito tedesco. La fuga del re e di Badoglio, che si rifugiarono a Brindisi, occupata dagli Anglo-Americani, disgregò gli Alti Comandi che abbondonarono l’esercito in mano ai Tedeschi.
Il 12 settembre Mussolini, liberato dai Tedeschi, fondò a Salò la Repubblica Sociale Italiana e di conseguenza l’Italia si spaccò in due parti:
1- Nel Sud i partiti raggruppati nel C.L.N. formarono un governo antifascista, mentre gli Anglo-Americani risalivano lungo la Penisola contrastati validamente dall’esercito tedesco;
2- Nel Nord si scatenò la guerra civile tra i fascisti repubblicani e la Resistenza e la Germania s’impadronì formalmente del Trentino e della Venezia Giulia.
L’esercito italiano, lasciato senza ordini, si sbandò e molti soldati furono fatti prigionieri dai Tedeschi e condotti in campi di concentramento; complessivamente furono catturati e deportati 600.000 soldati italiani, che rifiutarono il rimpatrio, perché fu concesso solamente a chi aderiva al nuovo partito fascista e si arruolava a fianco dei Tedeschi, preferendo affrontare condizioni di vita materialmente e moralmente insostenibili.

 

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